patrimonio e intercultura

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patrimonio e intercultura


"TAM TAM - Tutti Al Museo" 2012



 

Da dove ha avuto origine – le azioni pregresse
Il progetto rappresenta la prosecuzione e la messa a regime dell’esperienza avviata dal Museo Popoli e Culture del PIME e dalla Fondazione Ismu - Iniziative e Studi sulla Multietnicità con il percorso di formazione e ricerca-azione “Il Museo Popoli e Culture. Progettare insieme per un patrimonio interculturale”, da cui è nato il progetto “TAM TAM – Tutti al Museo” 2011
.
“TAM TAM” 2012 nasce dall’esigenza di:
• mettere a regime la sperimentazione condotta nel corso dell’anno precedente
• creare una continuità e un rafforzamento formativo dell’equipe di lavoro
• implementare il numero di fruitori attraverso una proposta continuativa e organica.


Gli attori coinvolti – la rete di progetto
Museo Popoli e Culture del PIME (Milano)


Gli operatori – l’equipe di progetto
• per il Museo Popoli e Culture: Lara Fornasini (Curatrice e Responsabile Servizi Educativi), Paola Rampoldi (Curatrice e Responsabile Comunicazione), Francesca Cambielli e Isabel Ciceri (educatrici)
• esperte esterne: Simona Bodo e Silvia Mascheroni (esperte in processi e progetti di mediazione del patrimonio in chiave interculturale), Maria Grazia Panigada (esperta in narrazione applicata alla mediazione del patrimonio culturale)
• mediatrici: Connie Castro e Rosana Gornati.


I destinatari
Pubblico adulto, dai 16 anni in su (singoli, gruppi familiari e comunità al di fuori di contesti formativi strutturali)


Gli obiettivi

Obiettivi generali
• consolidare la forma progettuale, rendendo “TAM TAM” un’attività educativa permanente del Museo Popoli e Culture, e passando dalla fase sperimentale alla messa a regime
• dotare il Museo di una nuova proposta organica permanente in grado di avvicinare nuovo pubblico e di consolidare le relazioni con le comunità di riferimento
• consolidare la formazione dell’equipe di educatrici e mediatrici museali formatasi nel progetto sperimentale, creando una continuità di collaborazione con lo staff
• aumentare l’impatto sociale e territoriale dell’azione ed estenderla a più destinatari.


Obiettivi specifici

In relazione agli operatori che hanno preso parte al percorso formativo e di progettazione svoltosi nel 2011:
• rafforzare la formazione nell’ambito dei patrimoni rappresentati all’interno delle collezioni del Museo e acquisire nuove conoscenze e abilità nell’ambito della mediazione del patrimonio, con un approfondimento sull’utilizzo delle tecniche di narrazione (v. sotto)
• consolidare il rapporto con la struttura museale, creando una solida equipe con diverse competenze professionali
• saper utilizzare la narrazione e il metodo autobiografico quali modalità privilegiate, precedentemente non conosciute e praticate, per la mediazione del patrimonio
• valorizzare le conoscenze e competenze acquisite nella fase sperimentale attraverso la messa in atto di una proposta educativa museale organica (attrezzata e ripetuta).


In relazione al Museo Popoli e Culture:
• consolidare la proposta progettuale per dotare i servizi educativi museali di un progetto con caratteristiche di adattabilità e ripetitività
• rinsaldare attraverso il progetto il legame con il territorio di riferimento attraverso più edizioni annuali
• creare un dialogo duraturo con la società civile, facendo del Museo un luogo culturale di confronto e di progettazione condivisa e partecipata, un punto di riferimento
• approfondire la conoscenza e le potenzialità delle collezioni permanenti del Museo nell’ambito dell’educazione e della mediazione del patrimonio in chiave interculturale.


In relazione ai destinatari del progetto:
• conoscere le collezioni del Museo da punti di vista inediti, cogliendone non solo la complessità e la ricchezza di significati, ma anche le possibili “risonanze” con il proprio vissuto
• avvicinarsi ai percorsi proposti e alle narrazioni degli altri partecipanti in maniera dialogica, riflessiva e critica
• comprendere punti di vista diversi e saperli interpretare
• attivare un’attitudine aperta all’ascolto e al confronto con l’alterità
• attivare la capacità di analisi, rielaborazione e racconto in riferimento al proprio vissuto
• acquisire consapevolezza del patrimonio del Museo come una risorsa per riflettere, interrogarsi, (ri)conoscersi, rappresentarsi, relazionarsi, emozionarsi, crescere, rimettersi in gioco
• comprendere il ruolo del Museo per la memoria individuale e collettiva.


Da quando, per quanto
Revisione dei percorsi di visita 2011 e consolidamento formativo: gennaio-febbraio 2012.
Messa a punto di nuovi percorsi di visita: febbraio-marzo 2012.
Potenziamento della pubblicizzazione e della comunicazione: febbraio-marzo 2012.
Svolgimento dei percorsi narrati, vecchi e nuovi: aprile-ottobre 2012.
Predisposizione dei sussidi permanenti alla visita: ottobre-novembre 2012.
Valutazione: novembre-dicembre 2012.


La formazione
Il gruppo di lavoro ha acquisito una formazione specifica nell’ambito del progetto “TAM TAM” 2011 (cfr. voce “La formazione” della relativa scheda di progetto)
.
La messa a regime ha previsto una fase di consolidamento formativo con particolare attenzione all’approfondimento della narrazione e del metodo autobiografico come modalità privilegiate di mediazione del patrimonio (cfr. voce “Le strategie e gli strumenti”).


Come si articola – le fasi di lavoro


1. Revisione dei percorsi di visita 2011 e consolidamento formativo
Per rendere il progetto parte integrante delle proposte istituzionali del Museo attraverso il passaggio dalla sperimentazione all’attuazione effettiva, è stato necessario riallacciarsi alla fase conclusiva di “TAM TAM” 2011 e a quanto era emerso dalla valutazione condotta sia con il gruppo di lavoro (questionari alla fine del percorso di formazione e progettazione), sia con i partecipanti ai percorsi di visita (feedback immediato al termine dei percorsi e interviste semi-strutturate via e-mail) (cfr. voci “I punti di forza” e “Le criticità emerse”)
.
A differenza della sperimentazione di “TAM TAM” nel 2011, dove l’aspetto della narrazione è stato oggetto di un incontro formativo nella fase iniziale e di un feedback da parte dell’esperta Maria Grazia Panigada a progettazione dei percorsi di visita conclusa, per la messa a regime del progetto si è puntato su un consolidamento formativo attraverso una attenta revisione dei percorsi 2011 e la progettazione dei nuovi percorsi (cfr. voce “Le strategie e gli strumenti”).
I percorsi 2011 interessano i seguenti oggetti/gruppi di oggetti del Museo: tamburi Kayan (Myanmar); vetrina ornamenti indios dell’Amazzonia brasiliana; le Molas, tessuti delle donne Kuna (America Centrale); il Kammavaca (testo sacro buddhista per cerimonie monastiche); candelieri cinesi in bronzo; casetta degli spiriti (Thailandia). Oggetti di raccordo: kimono nuziale giapponese (Uchikake), abiti dei funzionari civili cinesi e altare Tao (Cina).


2. Messa a punto di nuovi percorsi di visita
Forti del consolidamento formativo descritto nel paragrafo precedente, mediatrici ed educatrici hanno messo a punto un nuovo percorso ciascuno, composto da un oggetto di affezione accostato a uno o più oggetti del Museo.
I percorsi 2012 interessano i seguenti oggetti/gruppi di oggetti delle collezioni (NB. gli oggetti sono meno numerosi perché nel 2012 il gruppo di educatori/mediatrici si è ridotto da 6 a 4): vetrina ornamenti donne Lambadi (India); vetrina bambole giapponesi (Ningyou); vaso Fang Zun (Cina); Shiva Nataraja (India). Oggetti di raccordo: kimono nuziale giapponese (Uchikake) e altare Tao (Cina).


3. Potenziamento della pubblicizzazione e comunicazione
Particolare attenzione è stata dedicata all’aspetto della comunicazione e della pubblicizzazione, che sono state potenziate sia integrando e migliorando una serie di strumenti già esistenti e creandone di nuovi (es. revisione grafica degli strumenti di pubblicizzazione – volantino, logo, testo mail per la diffusione del progetto –, creazione di un canale Youtube del Museo), sia promuovendo e rafforzando le relazioni con il territorio e con i diversi pubblici del Centro PIME entro cui il Museo è collocato (cfr. voci “La presentazione e la pubblicizzazione” e “Le criticità emerse”).


4. Proposta al pubblico dei percorsi di visita 2011 e 2012
Nella messa a regime è stata mantenuta la stessa struttura dei primi due incontri previsti da “TAM TAM” 2011 (v. sotto), mentre si è scelto di sostituire il terzo con un incontro collettivo finale aperto a tutti i partecipanti, avendo riscontrato una difficoltà a presenziare a tre incontri consecutivi nel corso dell’edizione 2011:
- primo incontro: le mediatrici e le educatrici museali conducono il pubblico (un gruppo di max. 10 partecipanti) in un percorso di visita scandito dal confronto tra oggetti del Museo e “oggetti di affezione”; l’obiettivo è di far emergere la ricchezza delle “narrazioni” contenute nelle collezioni e di offrire spunti ai partecipanti per scegliere a loro volta un oggetto
- secondo incontro: i partecipanti portano al Museo il proprio “oggetto di affezione” (non solo oggetti tangibili, ma anche una poesia, una danza, una leggenda, il racconto di un parente …), condividono la sua storia e lo accostano a un oggetto del Museo, mentre vengono ripresi da un operatore, consegnano ai responsabili del progetto la scheda “narrativa” e compilano la scheda di catalogazione del loro oggetto, assistiti da un’educatrice / una mediatrice. I destinatari del progetto diventano così a loro volta narratori/attori del processo, in una logica di circolarità.


5. Creazione di sussidi permanenti alla visita
Una delle caratteristiche più significative del progetto “TAM TAM” è quella di agire in controtendenza rispetto alle consuete modalità di fruizione museale, sovente superficiali e frettolose, proponendo un progressivo avvicinamento dei partecipanti alle collezioni, attivando un dialogo tra gli “oggetti da museo” e gli “oggetti d’affezione”, e creando un patrimonio di storie e di vissuti condiviso da individui portatori di esperienze e di sensibilità culturali diverse.
D’altra parte, proprio per come è strutturato, il progetto “TAM TAM” può raggiungere un piccolo gruppo di partecipanti alla volta. Per rendere fruibile in maniera tangibile al vasto pubblico l’esperienza proposta dal progetto, i testi alla base dei percorsi di visita 2011 e 2012 proposti da mediatrici e guide museali sono stati rielaborati e registrati in modo da creare dei file audio da riversare su lettori MP3. A partire dal 2013, tali supporti costituiranno una visita guidata “alternativa” al Museo, di cui i futuri visitatori potranno usufruire in qualunque momento. Il testo della visita è stato tradotto anche nelle lingue madre delle mediatrici (filippino e portoghese), potenziando le opportunità di fruizione dei percorsi da parte delle comunità migranti e valorizzando le differenti culture di origine dell’equipe di lavoro. Una scheda esplicativa consegnata all’ingresso del Museo restituirà ai visitatori il senso complessivo e i contenuti del progetto.


Le strategie e gli strumenti
Come già nell’ambito di “TAM TAM” 2011, la progettazione partecipata è stata uno degli aspetti di specificità del progetto, poiché tutte le attività e i materiali prodotti (nella fase di revisione dei vecchi percorsi e di consolidamento formativo, nella messa a punto dei nuovi percorsi, nella creazione dei sussidi permanenti alla visita) sono stati l’approdo di un confronto e di una condivisione costanti tra i componenti del gruppo di lavoro.
La revisione dei percorsi 2011 e la messa a punto dei nuovi percorsi di visita hanno in particolare previsto i seguenti  aspetti:
• alcune parti della struttura progettuale sono state ottimizzate, in modo da rendere più agevole la riproposizione dei percorsi lungo tutto il corso dell’anno (v. ad esempio la riduzione del numero di incontri previsto per ogni gruppo di partecipanti)
• ai fini del consolidamento formativo attraverso gli strumenti dell’autobiografia e della narrazione, l’equipe di progetto al completo ha attentamente visionato i video prodotti nel 2011 con i percorsi delle educatrici e delle mediatrici, e grazie alla conduzione esperta di Maria Grazia Panigada ha lavorato all’individuazione dei passaggi da rivedere e degli espedienti narrativi da potenziare (espressività, gestualità, pause, modalità di raccordo tra le singole narrazioni, coinvolgimento diretto dei visitatori …)
• la messa a punto dei nuovi percorsi di visita è partita da uno scrupoloso lavoro di osservazione e descrizione degli oggetti del Museo che mediatrici ed educatrici hanno scelto per accostarli ai rispettivi oggetti di affezione. Questo ha consentito di “ancorare” il racconto, le immagini, le emozioni evocate dagli oggetti al punto di partenza irrinunciabile, le collezioni del Museo. Sottola guida esperta di Maria Grazia Panigada, sono stati curati tutti gli aspetti inerenti alla narrazione e all’autobiografia, con una duplice attenzione: da una parte, un accurato studio sull’espressione di ogni singolo mediatore/educatore ha permesso a ciascuno di trovare il suo specifico linguaggio comunicativo; dall’altra, la valorizzazione di intrecci e rimandi  fra le singole narrazioni ha dato vita ad un lavoro corale dove le singole storie, pur mantenendo la loro individualità, hanno acquistato maggiore forza evocatrice proprio grazie all’armonia dell’insieme dei percorsi.


La produzione
Gli itinerari di visita “TAM TAM – Tutti Al Museo” (nuovi e revisionati), le schede “narrative” e le schede di catalogazione degli oggetti di affezione di mediatrici, educatrici e partecipanti.


La documentazione
Il processo di revisione dei percorsi 2011 e di messa a punto dei nuovi percorsi di visita è documentato da una fitta corrispondenza e-mail tra i componenti del gruppo di progetto, dagli appunti di lavoro dell’esperta in narrazione e dalle diverse stesure delle versioni scritte dei testi in vista della registrazione.
Come già nel 2011, la documentazione fotografica e video sono state parte integrante del progetto, andando ad alimentare una sorta di “archivio” dei percorsi narrati (a cura sia delle guide museali e delle mediatrici, sia dei partecipanti) consultabile negli spazi espositivi del Museo su monitor touchscreen collocati accanto alle vetrine.


Altre risorse consultabili

- tutte le narrazioni sviluppate nell'ambito del progetto sono pubblicate in: Bodo S., Mascheroni S., Panigada M. G. (a cura di), Un patrimonio di storie. La narrazione nei musei, una risorsa per la cittadinanza culturale, Mimesis Edizioni, Milano, 2016 

- per l’archivio video dei percorsi narrati 2011 e 2012, cfr. la sezione “Video” di questo sito e il canale YouTube del Museo Popoli e Culture del PIME
- volantino 2012
- S. Bodo e S. Mascheroni (in corso di stampa), «Progetti partecipati tra patrimonio, educazione e intercultura: dallo straniamento alla risonanza», in G. Mangiapane, A. M. Pecci, V. Porcellana (a cura di), Arte dei margini. Collezioni di Art Brut, creatività relazionale, educazione alla differenza, FrancoAngeli, Milano.


La verifica e la valutazione
• momenti di intergruppo dedicati a riflessioni e acquisizioni sul progetto e sul gruppo di lavoro
• incontro finale con i partecipanti per la valutazione ex post del progetto: a ognuno di loro è stato chiesto di riassumere con un’immagine, una parola, una breve riflessione, che cosa ha significato partecipare a “TAM TAM”. I cartoncini su cui i partecipanti hanno annotato le loro riflessioni sono stati appesi (insieme a fotografie istantanee scattate ai presenti) con delle mollette a dei fili colorati, così da rendere questo momento di restituzione più “partecipato” e condiviso da tutti
• incontro di verifica finale del gruppo di progetto, nel corso del quale, con riferimento anche all’esperienza dell’anno precedente, sono stati discussi i seguenti aspetti: nuove competenze e abilità acquisite dal gruppo di lavoro, dinamiche/interazioni all’interno del gruppo, dinamiche/interazioni con e tra i partecipanti, riflessioni sulle criticità e sulle possibili azioni correttive da intraprendere per il 2013 (cfr. voce “Le criticità emerse”).


La presentazione e la pubblicizzazione
Gli esiti del progetto sono stati diffusi tramite:
• il sito web del Museo Popoli e Culture
• la pagina Facebook e il canale YouTube del Museo
• il sito web “Patrimonio e Intercultura”
• le newsletter dei vari settori del Centro PIME di Milano
• presentazione in occasione delle riunioni della Commissione Educazione e Mediazione di ICOM Italia
• presentazione all’interno del modulo dedicato all’intercultura – Master “Servizi ducativi del patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive”, Università Cattolica di Milano (a.a. 2011-2012)
• presentazione al pubblico presso la Biblioteca civica “Sicilia” a Milano (18 settembre 2012) in occasione di una serie di incontri culturali organizzati dalla biblioteca e dedicati alla presentazione di alcune realtà museali della città
• presentazione e diffusione del progetto attraverso la Commissione Cultura della Zona 7 di Milano
• presentazione e diffusione del progetto in occasione della conferenza stampa (10 settembre 2012) e della fiera ASCOM - Associazione Commercianti zona De Angeli (16 settembre 2012).

Le risorse finanziarie
Il progetto è stato co-finanziato con risorse interne della Fondazione PIME, cui il Museo Popoli e Culture fa capo, e il Bando musei ex L.R. 39/1974 emanato dalla Regione Lombardia per l’anno 2011.


I punti di forza

Per il Museo:
• la struttura del progetto è stata ripensata con caratteristiche di adattabilità e ripetitività, permettendone la messa a regime
• i percorsi di visita 2012 hanno consentito di valorizzare nuovi oggetti delle collezioni permanenti del Museo, fino ad allora poco esplorati rispetto alle loro potenzialità educative e interculturali e dotati di scarse informazioni di carattere storico e documentario
• la messa a punto di sussidi audio permanenti consentirà di estendere l’offerta dei percorsi narrati a un pubblico più ampio e occasionale.


Per l’equipe di progetto, la continuazione della collaborazione ha:
• consolidato il lavoro di squadra, la coralità, la “complicità di gruppo”
• accresciuto la professionalità di educatrici e mediatrici grazie all’approfondimento del metodo autobiografico e narrativo
• favorito un’evoluzione significativa nella cura dei percorsi
• rinforzato il senso di sicurezza e di “agio” nel mettersi in gioco con le nuove narrazioni, e rinsaldato la disponibilità ad “affidarsi” agli altri componenti del gruppo anche nel far emergere ricordi e vissuti talvolta difficili e dolorosi; in tal senso, l’esperienza vissuta da alcuni componenti del gruppo è stata definita come “terapeutica”
• potenziato il piacere del racconto e la capacità non solo di narrare, ma anche di ascoltare.


Quanto ai partecipanti (cfr. anche i punti di forza nella scheda di progetto “TAM TAM” 2011)
, il feedback a conclusione dei singoli incontri e in occasione dell’incontro finale collettivo ha consentito di avvalorare la percezione e l’esperienza diretta del Museo come un luogo “aperto” e accogliente, la capacità di educatrici e mediatrici di toccare corde diverse nei partecipanti, lo straordinario potenziale della narrazione e dell’autobiografia nel mettere in dialogo le collezioni del Museo con le storie, i vissuti, i “patrimoni” delle persone.


Le criticità emerse
Il Museo ha incontrato particolari difficoltà nella pubblicizzazione e comunicazione di un progetto complesso, il cui senso è difficilmente restituibile in un volantino o in brevi comunicati.
Nel corso del 2012 un particolare sforzo è stato dedicato a un’azione di indagine e conoscenza del territorio, con interviste a diverse realtà limitrofe, culturali e non (Teatro del Buratto, Biblioteca “Sicilia”, ASCOM - Associazione Commercianti zona De Angeli, Pricewaterhouse, Consiglio di Zona 7 di Milano; cfr. voce “La presentazione e la pubblicizzazione”), e a una diffusione più capillare dell’iniziativa presso i “vicini di casa”. La promozione del progetto è stata tuttavia un elemento di criticità, in parte ascrivibile al fatto che il Museo ha da sempre un pubblico prevalentemente scolastico e legato a contesti formativi strutturali. Inoltre i pubblici di riferimento del PIME, nel cui ambito il Museo si colloca, si sono dimostrati scarsamente permeabili a questo tipo di iniziativa.
Rispetto alla sperimentazione del 2011 si è registrata una minore partecipazione al secondo incontro, quello in cui i partecipanti portano al Museo il loro oggetto “di affezione”. Per alcuni, questo può essere stato determinato da difficoltà oggettive a impegnare due sabati consecutivi o ravvicinati; altri, invece, hanno manifestato una reticenza a parlare di sé attraverso un oggetto, condividendo la propria storia con degli sconosciuti. Questa difficoltà può essere ascrivibile a diversi fattori, ipotizzati dal gruppo di progetto nel corso dell’incontro di verifica finale:
• la predisposizione o meno di ciascuno a “mettersi in gioco”
• l’entusiasmo iniziale (molti partecipanti che non si sono presentati al secondo incontro, alla fine del primo avevano già in mente quale oggetto portare al Museo), cui sono subentrati il dubbio (quale oggetto scelgo? quale storia racconto?), la pigrizia (la narrazione non può essere lasciata all’improvvisazione, perché sarà filmata: mi devo preparare), il timore di inadeguatezza (il percorso delle mediatrici e delle educatrici è stata una vera e propria performance teatrale: sarò all'altezza?)  nell’intervallo di tempo tra il primo e il secondo incontro
• la composizione eterogenea dei gruppi, spesso costituiti da persone che non si conoscevano affatto, a differenza dell’edizione 2011, in cui coloro che hanno preso parte alla sperimentazione erano in molti casi conoscenti del gruppo di progetto
• la percezione dei nuovi percorsi come un’“opera chiusa” che, in virtù della sua articolazione, profondità ed estrema cura (dalle singole narrazioni ai raccordi tra le opere), lascia poco spazio al contributo dei partecipanti.
Per ovviare a queste criticità, il gruppo di progetto sta valutando l’opportunità di proporre i percorsi “TAM TAM” 2013 a gruppi già formati in contesti più “strutturati” (es. centri anziani, CTP / ultimi anni delle scuole superiori, ecc.), con un coordinatore di riferimento e dunque una ulteriore figura di “mediazione”, che consenta di svolgere un lavoro preparatorio e di rinforzo ai percorsi di visita tale da facilitare e incentivare la partecipazione attiva dei destinatari a tutte le fasi del progetto.


Recapiti dell’ente promotore
Museo Popoli e Culture del PIME
via Mosè Bianchi, 94 – 20149 Milano
tel. 02.43822379/8
museo@pimemilano.com
http://www.museopopolieculture.it/


Referenti del progetto

Per il Museo Popoli e Culture:
- Lara Fornasini (Responsabile Servizi Educativi)
fornasini@pimemilano.com
- Paola Rampoldi (Responsabile Comunicazione)
rampoldi@pimemilano.com

Esperte esterne:
- Simona Bodo
simona.bodo@fastwebnet.it
- Simona Bodo
silvia.mascheroni@tiscali.it
- Maria Grazia Panigada
mariagrazia.panigada@gmail.com  



Data di pubblicazione della scheda: dicembre 2012






















Location

LOMBARDIA / Milano

Leading partner

Museum
Museo Popoli e Culture del PIME

Target groups

Pubblico adulto al di fuori di contesti formativi strutturali

 

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2/2019

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“Factories of Stories” (Uffizi Galleries, Florence)


On-line resources
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