“AMIR | Alleanze Musei Incontri Relazioni”

Stazione Utopia e Rete Museale Tematica "Musei di tutti" | Firenze e Fiesole

2025

Da dove ha avuto origine – le azioni pregresse
AMIR nasce nel 2018 nell’ambito del progetto europeo “Emme – education museums and migrants experiences” (link a: ), finanziato dal programma Erasmus+ e coordinato da Stazione Utopia, che aveva come obiettivo condividere con un gruppo di educatrici museali buone pratiche, strategie e strumenti per sviluppare programmi per e con cittadini stranieri.
Grazie a “Emme” abbiamo avuto l’opportunità di svolgere una visita di studio a Berlino per conoscere l’esperienza di “Multaka: Museum as Meeting Point”, un programma promosso nel 2015 dai cinque musei dell’Isola dei Musei di Berlino che coinvolge rifugiati siriani e arabofoni come mediatori/trici al patrimonio culturale
È stata l’occasione per definire una metodologia e un ambito di azione da adattare al contesto fiorentino.

Gli attori coinvolti – la rete di progetto

  • Ente promotore: Stazione Utopia, Soc. Coop. a.r.l. Impresa Sociale
  • Partner: Rete museale tematica Musei di Tutti, che comprende: Comune di Fiesole | Museo Civico Archeologico e Area Archeologica di Fiesole e Museo Bandini; Fondazione Primo Conti | Museo Primo Conti, Firenze; Comune di Firenze | Mus.e, Museo di Palazzo Vecchio, Museo Novecento e Complesso di Santa Maria Novella; Istituto degli Innocenti | Museo degli Innocenti
  • Oltre ai partner istituzionali il progetto si è esteso in occasione di progettualità specifiche ad altre istituzioni, fra cui: Gallerie degli Uffizi | Giardino di Boboli; Sistema museale di Ateneo, Firenze | Orto Botanico; Direzione regionale dei musei della Toscana | Giardino della Villa Medicea di Castello e Villa Medicea La Petraia; Fondazione CR Firenze | Collezione d’arte; Associazione Case della Memoria; Archivio di Lucca; Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut; UniFi SAGAS; Comunità Islamica Firenze; Fondazione Alinari per la Fotografia; Archivi in Rete; SDIAF Sistema documentario integrato area fiorentina
  • Partner sostenitori: Regione Toscana e Fondazione CR Firenze per le attività ordinarie; Enti pubblici e privati per singole sotto-progettualità come il Comune di Firenze (cfr. voce “Come si articola – le fasi di lavoro”).

Gli operatori – l’equipe di progetto

  • Stazione Utopia: Chiara Damiani, Zita Marescalchi
  • Rete museale tematica Musei di Tutti: Silvia Borsotti
  • Responsabili dei Servizi Educativi ed educatrici dei musei coinvolti
  • Il progetto ha coinvolto oltre 70 mediatori e mediatrici di diversa provenienza, tra cui Afghanistan, Angola, Tunisia, Egitto, Mali, Gambia, Marocco, Camerun, Colombia, Nigeria, Venezuela, Senegal, Costa d’Avorio, Perù, Ghana, Romania, Guinea, Pakistan, Cina, Italia, Ucraina, Brasile e Albania.

I destinatari
Il progetto si rivolge a differenti destinatari e destinatarie, senza criteri di priorità, fra cui: pubblico adulto; comunità straniere residenti; pubblico scolastico secondo i diversi ordini e gradi di scuola (scuola primaria, superiore di primo e secondo grado e università) e alunni dei doposcuola; CPIA e cooperative che si occupano di inclusione di rifugiati e richiedenti asilo; associazioni di volontariato.

Gli obiettivi
AMIR si propone di valorizzare le persone con esperienze di migrazione come portatrici di valori e punti di vista non eurocentrici, capaci di arricchire e potenziare la lettura e l’interpretazione del patrimonio culturale e museale, soggetti attivi capaci di sviluppare narrative autonome e di arricchire di contenuti e di esperienze originali i musei.
Le visite guidate, i laboratori, le video-lezioni e i programmi di formazione si configurano per i partecipanti come occasioni di dialogo e confronto interculturale, finalizzate a costruire una contro-narrativa in cui le migrazioni e le differenze culturali sono raccontate come fenomeno che esiste da sempre: non un’emergenza sociale, ma un processo storico che ha contribuito nei secoli ad arricchire e modificare la costruzione della nostra stessa identità culturale. Nel tempo, il processo di co-progettazione con mediatori e mediatrici ha portato a riconoscere sempre più chiaramente la necessità di sviluppare una coscienza decoloniale, capace di leggere e reinterpretare il patrimonio storico-artistico come testimone non solo di bellezza e armonia, ma anche di conflitti, sopraffazioni e violenza: sono nate in questi ultimi anni visite dedicate alla presenza di persone nere nell’arte Rinascimentale, ai saperi sulle piante di origine non europea coltivate negli orti botanici, alla schiavitù nel mondo antico, alle tracce del colonialismo nello spazio pubblico, oltre a laboratori partecipativi sulla fotografia dell’Italia coloniale.

Da quando, per quanto
Il progetto è nato nel 2018 ed è tuttora in corso.

La formazione
Nel tempo, AMIR ha previsto diverse occasioni di formazione.
– Nel settembre 2018 sono state organizzate due giornate di aggiornamento e formazione rivolte prioritariamente alle educatrici dei musei partner, affinché potessero diventare tutor dei gruppi di cittadini di origine immigrata, ma aperte anche a professionisti esterni.
– Nel novembre 2018 si è svolto un corso di storia e storia dell’arte di 24 ore (dalla Civiltà etrusca al Novecento europeo), rivolto a un gruppo di 40 cittadini e cittadine, fra cui rifugiati, residenti nel territorio fiorentino da lungo tempo e un detenuto del carcere di Sollicciano con uno speciale permesso premio. Il gruppo è stato successivamente suddiviso in gruppi più piccoli, affidati alle responsabili dei Servizi Educativi dei singoli musei: insieme hanno approfondito le tematiche generali di storia e storia dell’arte già affrontate, nonché quelle più specifiche inerenti alle rispettive collezioni, sviluppando nel contempo i metodi e gli approcci alla mediazione museale e i contenuti delle singole visite all’interno dei musei.
– Nel 2020 e nel 2021 sono stati organizzati dei focus group attraverso i quali è stato possibile osservare gli impatti del progetto sui mediatori e sulle mediatrici, così come sugli educatori museali, utilizzando una metodologia che ha privilegiato il confronto-riflessione tra i partecipanti, a partire dalle domande e dalle sollecitazioni di Sabrina Tosi Cambini, antropologa culturale.
– Tra novembre 2021 e gennaio 2022 si sono svolte occasioni di formazione peer-to-peer, in cui mediatori e tutor hanno preparato lezioni rivolte al gruppo dei mediatori e delle mediatrici e al pubblico in generale.
– Tra gennaio e marzo 2023 si è svolto un secondo ciclo di formazione, che ha coinvolto circa 40 persone, analogo al ciclo del 2018.
– Tra il 2024 e il 2025 sono state organizzate inoltre delle ore di formazione a cura di Andrea De Marchi, professore ordinario di Storia dell’arte medievale all’Università di Firenze, su vari temi della storia dell’arte.
– Nel 2025 è stato organizzato un corso di inglese per i mediatori e le mediatrici AMIR.
– Il progetto garantisce tuttora ore di formazione dedicate alla specificità di ciascun museo e occasioni di formazione trasversale (visite guidate al centro città, tematiche legate al dialogo interculturale, approfondimenti su temi specifici – ad esempio le robbiane, il futurismo, ecc.). Nel tempo si sono aggiunti nuovi mediatori e nuove mediatrici.
– Dal 2021 Stazione Utopia, è accreditata dall’Agenzia Indire-progetto Erasmus+ e organizza regolarmente visite di studio all’estero per educatrici e mediatori/trici per conoscere dipartimenti di educazione e mediazione museali (Madrid, Atene, Berlino, Saragozza, Marsiglia, Bruxelles).

Come si articola – le fasi di lavoro
Il progetto è ordinario e continuativo, e le attività rientrano nei programmi di educazione e mediazione dei musei partner. Questo significa che le fasi di lavoro si intersecano in base alle varie progettazioni.
Le fasi di ideazione e realizzazione delle attività si articolano normalmente in:

  • definizione dei contenuti disciplinari rispetto alla collezione e/o al museo e/o all’argomento prescelto, a cura delle educatrici museali, ricercatrici e professioniste
  • incontri con il gruppo dei mediatori e delle mediatrici per definire insieme gli argomenti specifici da affrontare, attraverso una metodologia basata sulla co-progettazione (cfr. voce “Le strategie e gli strumenti”)
  • stesura di un testo che, accanto agli elementi storico-artistici essenziali, comprende i singoli contributi dei mediatori e delle mediatrici, in modo da creare una sorta di canovaccio condiviso e revisionato dagli stessi mediatori, disponibile per la consultazione e utilizzabile da eventuali nuovi mediatori/trici che aderiscono alla rete
  • proposta degli itinerari di visita al pubblico generico (accanto ai percorsi nei musei, AMIR promuove passeggiate urbane nel centro di Firenze e in zone limitrofe come il Borgo di Quaracchi e il Borgo e la Chiesa di Peretola), che si prenota tramite la segreteria del progetto.

Il progetto ha sviluppato varie sotto-progettualità in risposta alle esigenze emerse nel tempo:

  • “AMIRedu”: è la sezione dedicata agli incontri di formazione, agli appuntamenti rivolti ai mediatori e alle mediatrici e dedicati a tematiche specifiche, e successivamente messi a disposizione di tutti i pubblici e degli stessi mediatori online per eventuali approfondimenti.
  • “AMIRlab”: nell’estate 2020 sono state proposte attività di laboratorio per bambini e bambine rivolte a scuole, centri estivi, famiglie e doposcuola, nell’impossibilità di svolgere attività in museo a causa delle restrizioni sanitarie dovute al Covid. Le attività sono poi proseguite in diverse occasioni come festival per bambine e bambini.
  • “AMIRvideo”: durante la pandemia abbiamo proposto contributi digitali da condividere su canali social e sito internet, dedicati a tematiche più generali e meno legate al singolo museo.

Le nuove progettualità avviate nel corso degli anni sono:

  • “2019 Multaka International Network, AMIR”: è fra i progetti che hanno costituito una rete informale di quindici musei in Europa che, ispirandosi al modello “Multaka”, propongono attività di mediazione museale condotte da cittadini di diverso background linguistico-culturale.
  • Estate 2019 e 2021: “Come semi in viaggio” – visite per esplorare la diversità botanica e culturale che rende orti e giardini dei laboratori veri e propri, dove da sempre si incontrano e si trasformano forme vegetali e artistiche provenienti da climi e culture differenti.
  • 2020-2021: “AMIR4ALL” – ciclo di visite e laboratori gratuiti rivolti a scuole, centri estivi, famiglie e doposcuola delle Piagge, quartiere caratterizzato da forte disagio sociale e abitativo.
  • 2021: “AMIR | Questioni di prospettive” – in occasione della “Settimana d’azione contro il razzismo”, è stato proposto un calendario speciale di attività, online e in presenza, rivolto ad alunni, doposcuola, adulti e professionisti museali, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale come risorsa per l’educazione all’antirazzismo e il dialogo interculturale.
  • 2022: “AMIR | Inform Perform Transform” – programma di attività per la “Settimana d’azione contro il razzismo” 2022, in continuità con il percorso dell’anno precedente.
  • 2023: “AMIR4ONOUKA” – attività realizzate in collaborazione con ONOUKA, associazione culturale nata dalla collaborazione tra artisti emergenti, professionisti del settore artistico, educatori ed educatrici ucraini e italiani, dedicata ai giovani ucraini accolti a Firenze dall’inizio della guerra.

All’interno del progetto sono state realizzate ulteriori iniziative curate da Stazione Utopia e dalla Rete Tematica Musei di Tutti, per le quali AMIR rappresenta un elemento fondamentale:

  • Erasmus+: dal 2022 Stazione Utopia è accreditata come ente formatore. Ogni anno mediatori, mediatrici e personale museale partecipano a mobilità in Europa per conoscere realtà affini al progetto. Finora i Paesi coinvolti sono stati Spagna, Francia, Belgio, Germania, Malta, Paesi Bassi e Grecia.
  • 2022: “Musei e Decolonialità. Pratiche per un dialogo critico e polifonico sul passato e sul futuro” – seminario organizzato da Stazione Utopia per avviare un confronto sulla natura del museo – un tempo simbolo della cultura occidentale, oggi possibile spazio per comunità in trasformazione – a partire dall’esperienza del progetto AMIR.
  • 2023 e 2024: “Sabir. Osservazione e discussione sul patrimonio culturale” – percorso rivolto a studenti e studentesse del CPIA Firenze 1, dedicato alla lettura, comprensione e interpretazione del patrimonio culturale come luogo di apprendimento multidisciplinare, interculturalità e condivisione di saperi. Il programma si è articolato in incontri, visite studio e tour con i mediatori e le mediatrici di AMIR. Un progetto di Stazione Utopia.
  • 2022–2025: “Uncomfortable Tours. Itinerari e narrazioni dissenzienti sul patrimonio culturale” – progetto di Stazione Utopia realizzato con il sostegno del Comune di Firenze, che propone un ciclo di 25 incontri nell’ambito delle visite estive di AMIR.
  • 2023-2025: nell’ambito di AMIR, Stazione Utopia ha partecipato al progetto “PILLOT – Promoting inclusive language learning opportunities through local culture and cultural heritage for learners with refugee and migrant backgrounds”, finanziato dal programma Erasmus+.

 Progettualità 2025:

– “AMIRXCULTURALXCOLLABS – Weaving the Future” (febbraio-aprile 2025)
AMIR ha partecipato al progetto internazionale “CulturalxCollabs – Weaving the Future” del Pergamon Museum di Berlino, nato attorno a un tappeto caucasico del XVII secolo restaurato in modo da evidenziarne le parti distrutte durante la Seconda guerra mondiale e affiancato da un tappeto gemello realizzato in India nel 2022. Il progetto prevedeva la suddivisione dell’opera in cento frammenti che, durante la chiusura del museo, hanno viaggiato e stanno viaggiando nel mondo come strumenti di scambio culturale: ogni destinatario ha sviluppato una narrazione creativa a partire dal frammento ricevuto. AMIR ha contribuito attraverso la produzione di contenuti video e immagini legati al proprio frammento, partecipando alla rete internazionale che confluirà nella restituzione prevista per la riapertura del Museo di Arte Islamica nel 2027.
– “AMIR CAMBIA NOME” (maggio-giugno 2025)
AMIR ha realizzato un percorso partecipato per scegliere le nuove parole del proprio acronimo, il quale dopo molti anni non lo rappresentava più (Accoglienza Musei Inclusione Relazione), attraverso un sondaggio pubblico che ha raccolto 122 proposte in due mesi. Sono emerse parole come apertura, angalia (in lingua Swahili, questa parola significa guardare attentamente, osservare e – per estensione – immaginare e sognare), interdipendenza e intrecci, fino alla scelta condivisa di Alleanze Musei Incontri Relazioni. Il processo è proseguito con un workshop collettivo, insieme a Weird Studio, aperto a mediatori e mediatrici, amici, sostenitori e pubblico. Ogni partecipante ha contribuito alla realizzazione del nuovo manifesto AMIR tramite l’uso di caratteri mobili, dando forma in modo condiviso agli anni di lavoro, alle riflessioni e alle discussioni che hanno accompagnato il progetto.
– “AMIRa, la città del futuro” (giugno 2025)
AMIR aderisce a Firenze dei Bambini 2025 con la partecipazione di 4 laboratori gratuiti per bambine e bambini compresi tra i 6 e i 12 anni e le loro famiglie il giorno 24 maggio 2025 a Santa Maria Novella.
– “ForGlobe” (ottobre-dicembre 2025)
Dal mese di maggio 2025 in tutti i Comuni del Sistema Documentario Integrato dell’Area Fiorentina (SDIAF) è attivo ForGlobe, un progetto che offre alla popolazione adulta un’ampia proposta di percorsi formativi gratuiti presso le biblioteche, gli archivi comunali e alcuni istituti culturali del territorio. Stazione Utopia, in collaborazione con ForGlobe, ha partecipato al programma con due cicli di attività in collaborazione con il progetto AMIR: Caffè geopolitico e Storie, sguardi e oggetti coloniali, archivi e questioni decoloniali.

Gli ambiti – le aree disciplinari
Storia e storia dell’arte, educazione civica.

Le strategie e gli strumenti
Le metodologie impiegate nella formazione dei mediatori/trici, che a loro volta sono invitate/i a utilizzare durante le visite, sono quelle dell’object-based learning e del dialogo costruttivo con cui, attraverso domande e contributi, si incoraggiano la conversazione e la partecipazione attiva di ciascuno.
La definizione dei percorsi avviene attraverso una metodologia basata sulla co-progettazione, che integra conoscenze storiche e artistiche con prospettive non eurocentriche e narrazioni plurali; i mediatori e le mediatrici sono incoraggiati a sviluppare contenuti originali rispetto a quelli proposti dalle educatrici, valorizzando e integrando i saperi e le culture di provenienza. Questo processo spesso richiede uno studio e un approfondimento ulteriore, che il gruppo sviluppa collettivamente, talvolta con l’aiuto di ricercatrici esterne. In altri casi sono studiosi/e a contattarci per proporre la condivisione dei risultati delle proprie ricerche: è quanto avvenuto, ad esempio, per la visita a Santa Maria Novella dedicata alla figura di un nobile africano raffigurato nell’affresco di Filippino Lippi, che il professor Jonathan Nelson ha identificato come il tesoriere etiope la cui storia è narrata nella Bibbia.

La produzione
In questi anni sono state realizzate diverse attività originali condotte da mediatori e mediatrici e rivolte a diversi tipi di pubblico, fra cui percorsi di visita museali, laboratori, video, video-lezioni e video-conferenze, podcast.

La documentazione
L’equipe AMIR produce regolarmente testi e documentazione di natura sia video che fotografica in occasione della stesura di nuovi progetti su bandi specifici, eventi di disseminazione del progetto, rapporti di rendicontazione, conferenze stampa.

Altre risorse consultabili
www.amirproject.com
https://www.facebook.com/amirmuseums/
https://www.instagram.com/amirmuseums/
https://www.youtube.com/channel/UCnkMK0ag-MGIFsJtRTUyJgQ

La verifica e la valutazione
AMIR è oggetto di ricerche e tesi grazie alla collaborazione con l’Università di Firenze e l’Università di Siena.

La presentazione e la pubblicizzazione
Il progetto AMIR è invitato in occasione di conferenze e convegni.
Nel 2019 ha vinto il primo premio MUSACCES dell’Universidad Complutense de Madri nella sezione: “Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale per tutte le persone”, in quanto iniziativa innovativa nell’ambito dell’inclusione sociale e del potenziamento dei pubblici.
Le attività vengono regolarmente comunicate e condivise attraverso il sito AMIR e i vari canali social.

Le risorse finanziarie
Le risorse provengono prevalentemente dalla Regione Toscana e dalla Fondazione CR Firenze, che garantiscono le attività ordinarie, e da enti pubblici tra cui Comune di Firenze e l’Agenzia Erasmus+ Indire per le progettualità specifiche.

I punti di forza
Il progetto ha favorito, in tutti gli attori coinvolti, una crescente consapevolezza del potenziale dell’interpretazione del patrimonio culturale come spazio aperto a nuove narrazioni, prospettive e soggettività. Non come un’eredità statica, ma come un sistema vivo e contemporaneo, capace di promuovere una rappresentazione equa, rispettosa e plurale delle culture, valorizzando il contributo di comunità spesso sottorappresentate, come migranti, persone LGBTQ+, movimenti politici e attivisti. Come ha efficacemente sintetizzato una nostra mediatrice: «AMIR non solo ti invita alla festa, ma ti fa anche ballare».
Per i professionisti museali, il progetto ha contribuito a consolidare pratiche orientate alla funzione sociale dei musei, rafforzandone il ruolo come luoghi di apprendimento permanente, promozione culturale e partecipazione attiva.

Le criticità emerse
Tra le principali sfide vi è la necessità di aggiornare e rinnovare costantemente i programmi, favorendo la costruzione di narrazioni originali e valorizzando il contributo specifico di ciascun mediatore e mediatrice, così da garantire ai visitatori un’esperienza museale di qualità. Un’ulteriore sfida riguarda l’integrazione più strutturata dei contenuti emersi dalle visite AMIR nelle attività ordinarie dei musei, attraverso una condivisione più ampia con le educatrici museali delle metodologie, degli approcci e delle finalità generali del progetto. Infine, sebbene sia previsto un rimborso spese per i mediatori e le mediatrici, resta aperta la necessità di assicurare una maggiore stabilità economica e continuità nel tempo.

Recapiti dell’ente promotore
Stazione Utopia
viale Gramsci, 20 – 50132 Firenze
tel. 328.70840259
edu@stazioneutopia.com
amirmuseums@gmail.com

Referente del progetto
Chiara Damiani
Responsabile educazione e mediazione
tel. 328.70840259
chiara.damiani@gmail.com

© Foto Maurizio Tibaldi

Data di pubblicazione della scheda: dicembre 2025

Destinatari

Pubblico adulto; comunità straniere residenti; pubblico scolastico; CPIA e cooperative che si occupano di inclusione di rifugiati e richiedenti asilo; associazioni di volontariato

Partner

Comune di Fiesole | Museo Civico Archeologico e Area Archeologica di Fiesole e Museo Bandini; Fondazione Primo Conti | Museo Primo Conti, Firenze; Comune di Firenze | Mus.e, Museo di Palazzo Vecchio, Museo Novecento e Complesso di Santa Maria Novella; Istituto degli Innocenti | Museo degli Innocenti

Esiti/Prodotti

Percorsi di visita museali, passeggiate urbane, laboratori, video, video-lezioni e video-conferenze, podcast