


Da dove ha avuto origine – le azioni pregresse

L’idea del progetto di risignificazione è legata al restauro del Monumento ai caduti di Dogali nel 2025: un intervento manutentivo che appare pensato unicamente in una logica conservativa, mirata a restituire l’aspetto originario del monumento senza mettere in discussione il modo in cui esso trasmette il passato coloniale del nostro Paese, con il rischio di celebrarlo acriticamente, e di continuare a invisibilizzare la resistenza anticoloniale che vinse quella battaglia, sconfiggendo l’esercito italiano. Per evitare una problematica operazione di puro ripristino dell’obelisco e del suo significato, Attitudes_spazio alle arti e Tezeta hanno pensato un intervento parallelo al restauro che potesse raccontarne la storia in prospettive diverse da quella ufficiale ottocentesca, coinvolgendo in particolare le persone della diaspora, le persone eritree, le attiviste e gli attivisti anticoloniali della città. Questa idea è nata nell’ambito delle attività che le nostre due associazioni stanno portando avanti da diversi anni sulla rilettura delle tracce materiali e immateriali del colonialismo negli spazi pubblici. Da quattro anni ci siamo connesse ad altre associazioni, ricercatrici/ricercatori e cittadin*, attivi su tutto il territorio nazionale, nella Rete Yekatit12-19febbraio. Nella città di Roma abbiamo lavorato in collaborazione con l’Assessorato alla cultura e con la Commissione toponomastica del Comune, modificando circa 25 didascalie di odonimi coloniali, realizzando passeggiate decoloniali nei quartieri interessati da odonimi coloniali ed eventi pubblici di divulgazione sulla storia coloniale e le sue eredità problematiche nel presente. Un progetto tuttora in corso, che ogni anno propone un ricco calendario di azioni ed eventi.
Gli attori coinvolti – la rete di progetto
- Enti promotori: Rete Yekatit12-19febbraio, tramite due associazioni attive sul territorio romano: Attitudes_spazio alle arti e Tezeta
- “Echi da Dogali” è stato realizzato con il contributo di PNRR – CAPUT MUNDI 143, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma (Ministero della Cultura) e con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (Comune di Roma), con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma.
Gli operatori – l’equipe di progetto
Curatrici del progetto:
- Attitudes_spazio alle arti: Giulia Grechi, Isabella Gaffè (gestione amministrativa)
- Tezeta: Yodit Estifanos Afewerki, Elena Maraviglia, Cecilia Babolin, Federica Piron, Riccardo Preda, Gioia Toscani De Col.
Sono intervenut* nel podcast come speakers:
- Carmen Belmonte – storica dell’arte, Università degli Studi di Padova
- Patrizia De Bonis – psicologa
- Uoldelul Chelati Dirar – storico, Università di Macerata
- Emanuele Ertola – storico, Università di Pisa
- Giulia Grechi – antropologa, Accademia di Belle Arti di Napoli, Attitudes_spazio alle arti
- Luigi Manganelli – ristoratore
- Tedros Manganelli – tecnico del suono ed esperto di culture suburbane
- Kwanza Musi Dos Santos – formatrice e consulente in ambito antirazzista, associazione QuestaèRoma
- Collettivo Stalker – estratto da performance sonora
- Mehret Tewelde – vicepresidente dell’associazione Le Réseau e CEO di Italia Africa Business Week
- Gioia Toscani De Col – storica dell’arte, Università degli Studi di Padova, associazione Tezeta
- Giovanni Toscione – ristoratore
- Alessandro Triulzi – storico, Università L’Orientale di Napoli, associazione Archivio Memorie Migranti
- Gabriel Tzeggai – urbanista.
Altre persone coinvolte: Gea Casolaro – artista contemporanea (per la realizzazione dell’immagine del progetto).
I destinatari
Il progetto si rivolge a chiunque passi presso il giardino e il monumento. L’idea è fornire una mediazione trasversale che accompagni ogni incontro con gli spazi in questione, affinché siano osservati con una consapevolezza maggiore, volta a problematizzare e a superare il contesto coloniale originario.
Verranno poi attivate una serie di attività rivolte sia a pubblici specifici (studenti di scuole medie e superiori, student* universitar*, docent* di scuole e università, persone della diaspora), come passeggiate e incontri di formazione sulle eredità materiali e immateriali del colonialismo italiano, sia a tutta la cittadinanza, quali ad esempio lezioni gratuite sul colonialismo italiano e le ombre che questa storia getta sulla nostra contemporaneità.
Gli obiettivi
- fornire letture plurali e stratificate di un monumento problematico, diffondendo da una parte una maggiore conoscenza della storia coloniale italiana (in particolare quella legata al contesto in cui il monumento è sorto, nella prima fase del colonialismo italiano in epoca liberale), ma anche i suoi usi nella fase successiva, durante il fascismo; dall’altra, sostenendo processi di consapevolezza circa le eredità di tale storia nel tempo, evidenziandone le ripercussioni nell’attualità
- promuovere una presa di coscienza della saturazione dei nostri spazi pubblici di simboli coloniali, del ruolo del restauro e delle pratiche di conservazione/valorizzazione di patrimoni problematici, della relazione con questa tipologia di monumenti e patrimoni coloniali con i cittadini e le cittadine eredi della storia coloniale, in particolar modo persone della diaspora e cittadin* con background culturale legato alle ex colonie italiane, sollecitando una riflessione più ampia intorno al tema della cittadinanza e dell’antirazzismo.
Da quando, per quanto
- 2024: ideazione del progetto e contatti con le persone coinvolte
- dicembre 2024: registrazione delle conversazioni con l* speakers:
- gennaio-maggio 2025: montaggio degli episodi
- giugno-luglio 2025: diffusione del podcast
- luglio 2025: posa della targa con QR code per accesso al podcast e con l’immagine realizzata da Gea Casolaro
- 19 febbraio 2026: inaugurazione della targa di intitolazione del giardino a Zerai Deres.
La risignificazione è un processo permanente e le attività relative verranno sviluppate dalle due associazioni e dalla rete anticoloniale con continuità.
La formazione
L* membr* di Attitudes e Tezeta che hanno ideato e lavorato al progetto sono impegnate da anni in azioni di decolonizzazione dello spazio pubblico e del patrimonio culturale della città di Roma. Per questo progetto, la formazione è consistita in un approfondimento storico e storico-artistico sulla battaglia di Dogali e sul monumento a essa dedicato, con attenzione alla vicenda di Zerai Deres qui avvenuta. Abbiamo poi effettuato una ricerca sulle metodologie di storytelling partecipato ed inclusivo.
Come si articola – le fasi di lavoro
Fase preliminare
- accordi con le istituzioni coinvolte
- ricerca di sfondo dal punto di vista storico e storico-artistico, e sull’estetica del monumento.
Prima fase: progettazione e realizzazione del podcast
- studio del contesto storico e ricerca di speakers
- ideazione delle domande da fare agl* speakers
- registrazione in loco delle conversazioni
- strutturazione degli episodi in base ai temi emersi
- montaggio degli episodi
- pubblicazione online del podcast.
Seconda fase: elaborazione dell’immagine e della targa
- elaborazione dell’immagine grazie alla collaborazione con l’artista Gea Casolaro
- apposizione della targa con QR code e inaugurazione pubblica.
Terza fase: risignificazione del giardino e dedica a Zerai Deres
- proposta alla commissione toponomastica
- inaugurazione della targa Giardino Zerai Deres.
Gli ambiti – le aree disciplinari
Storia, storia dell’arte, antropologia, restauro e conservazione del patrimonio, mediazione culturale del patrimonio, educazione.
Le strategie e gli strumenti
- co-progettazione delle due associazioni con il coinvolgimento diretto dell* speakers
- storytelling partecipato durante le interviste: l* speakers sono state liber* di esprimere ogni suggestione relativa al luogo e al monumento da risignificare, in base alle loro esperienze dirette, alle loro conoscenze e sensibilità. Le narrazioni sono state dunque costruite con una forte base dialogica, che ha voluto coinvolgere una pluralità di soggetti differenti
- incontri periodici nel giardino per attivare azioni di risignificazione degli spazi: letture, laboratori, lezioni partecipate, visite
- il podcast: 5 episodi disponibili nelle piattaforme streaming
- l’immagine elaborata dall’artista Gea Casolaro – si tratta del montaggio di due immagini: una fotografia d’epoca con dei soldati fascisti che posano di fronte al monumento ai caduti di Dogali e alla scultura del Leone di Giuda, spoliata da Addis Abeba nel 1935 (cortesia del MITAG – Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto), e una fotografia privata, dall’archivio della famiglia Estifanos, con degli eritrei ritratti nello stesso punto, a circa cinquant’anni di distanza.
- la targa con l’immagine elaborata dall’artista e il QR Code dal quale accedere al podcast
- l’intitolazione del giardino a Zerai Deres, con una targa all’ingresso del giardino
- le azioni di riappropriazione dello spazio che avverranno periodicamente.
Se ne citano due già organizzate:
- “Noi tuttx siamo monumenti” (19 febbraio 2026): inaugurazione del progetto di risignificazione con intervento dei rappresentanti del Comune di Roma, del Consolato eritreo, Yodit Esitfanos Afewerki, Federica Piron, Giulia Grechi, Kwanza Musi Dos Santos, Patrizia De Bonis, Gea Casolaro, Maria Pia Guermandi, Annalisa Frisina, Rahel Sereke, Carmelo Giordano.
- “Memorie e (R)esistenze” (20 marzo 2026), nell’ambito della rassegna antirazzista “È già domani”: reading poetico in tigrino e italiano di Yonas Aregai e Lula Teclehaimanot, interventi di Yodit Estifanos Afewerki, Giulia Grechi, Leonardo De Franceschi e Alessandro Triulzi.
Il podcast è online nelle seguenti piattaforme e siti:
- https://podcast.app/echi-da-dogeaalidogali-tessere-memorie-intrecciare-storie-p7029020
- https://www.attitudesbologna.com/progetto?divId=dogali
- https://tezeta.it/echi-da-dogali
La documentazione
- riunioni costanti del gruppo di lavoro con i relativi report
- il progetto di restauro finanziato dal PNRR: https://openpnrr.it/progetti/58100/
La presentazione e la pubblicizzazione
“Echi da Dogali” è stato / sarà presentato nei seguenti convegni:
- “Decolonising Cultural Heritage: State of the Art, Methodologies, and Practices”, Università per Stranieri di Siena (5-7 maggio 2025)
- “XIV Convegno di Toponomastica Femminile e Primo Convegno Internazionale di Toponomastica Inclusiva”, Università Roma Tre (23-24 ottobre 2025)
- “European Association for Urban History 2026 Conference. City Networks in Europe and Beyond” (Barcellona, 2-5 settembre 2026).
È stato promosso nelle pagine social della Rete Yekatit12-19febbraio e delle principali associazioni coinvolte:
- https://www.instagram.com/yekatit12.19febbraio/
- https://www.instagram.com/attitudes_spazioallearti/
- https://www.instagram.com/collettivo_tezeta/
Sarà oggetto di un articolo scientifico per la rivista “From the European South. A transdisciplinary journal of postcolonial humanities” (in stampa nel 2026).
Le risorse finanziarie
PNRR – CAPUT MUNDI 143, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma del Ministero della Cultura, la Soprintendenza capitolina e l’Assessorato alla Cultura del Comune.
I punti di forza
- il processo di co-progettazione: la quantità e pluralità di personalità coinvolte, differenti per provenienza geografica, età, genere, profilo professionale, in particolare la diaspora eritrea ed etiope
- l’attenzione a come la storia si riverbera sull’oggi e il legame con tematiche urgenti e attuali
- la novità e l’originalità nella città di Roma di un progetto pubblico sulla decolonizzazione
- il potenziale di diffusione.
Recapiti degli enti promotori
– Associazione Tezeta
harnetstreets@gmail.com
– Associazione Attitudes
info.attitudesbologna@gmail.com
Referenti del progetto
– Yodit Estifanos Afewerki (Tezeta)
– Giulia Grechi (Attitudes_spazio alle arti) – giulia.grechi@gmail.com
– Gioia Toscani De Col (Tezeta) – g.toscanidecol@gmail.com
Data di pubblicazione della scheda di progetto: aprile 2026
