
Da dove ha avuto origine – le azioni pregresse
Dal 2024 il MUSE offre il programma di membership “Culture & Care” alle realtà locali che operano nell’ambito del contrasto alla povertà socioeducativa di persone minorenni. Con un primo bando, lanciato a maggio 2024, sono state selezionate dieci associazioni/cooperative, che grazie alla membership hanno la possibilità di accedere alle sale espositive e di partecipare a eventi, attività educative e progetti speciali.
“In viaggio tra le emozioni” nasce nell’ambito di questo programma, e più in particolare è l’esito di un percorso formativo promosso dal MUSE tra gennaio e marzo 2025 (cfr. voce “La formazione”) a partire dalla convinzione che nella società di oggi, “ripensare” il patrimonio culturale in un’ottica processuale, dialogica, interculturale (ovvero in un’ottica di educazione alla cittadinanza plurale), rappresenti una questione cruciale, legata a doppio filo sia con la promozione dei diritti culturali delle persone minorenni in situazioni di povertà socioeducativa (italiane o con background migratorio), sia con lo sviluppo di quelle attitudini, di quei comportamenti, di quelle competenze relazionali, civiche e sociali che sono indispensabili per tutte/i le/i cittadine/i, adulte/i e in formazione.
Gli attori coinvolti – la rete di progetto
- Ente promotore: MUSE – Museo delle Scienze di Trento
- Istituzioni partner: associazioni e cooperative attive nell’ambito del contrasto alla povertà socioeducativa di persone minorenni: Centro per l’Infanzia; Eris – Effetto Farfalla.
Gli operatori – l’équipe di progetto
- operatrici e operatori di realtà impegnate sul territorio nell’ambito della povertà socioeducativa (rete “Culture & Care”):
- Anna Guerrazzi (educatrice sociale, Eris – Effetto Farfalla)
- Denise Fiorin (educatrice sociale, Centro per l’Infanzia)
- Giorgia Sicher (educatrice sociale, Centro per l’Infanzia)
- Michela Dallapè (educatrice sociale, Centro per l’Infanzia)
- operatrici e operatori del MUSE:
- Alessandro Zen (funzionario coordinatore/sperimentatore, referente di progetto)
- Angela Casagrande (assistente museale)
- Walter Inama (assistente museale)
- Formatrici e tutor:
- Simona Bodo
- Silvia Mascheroni.
I destinatari
Bambine e bambini di età 6-10 anni in condizioni di povertà socio-educativa.
Le finalità
- contrastare la povertà socioeducativa, offrendo a bambine e bambini un’opportunità formativa, espressiva e relazionale in un contesto culturale accogliente
- rafforzare il legame tra bambine/i e patrimonio culturale, utilizzando il museo come spazio educativo inclusivo, accessibile e stimolante
- attivare un percorso di coprogettazione con le realtà associative coinvolte.
Gli obiettivi
- soddisfare i bisogni delle bambine e bambini coinvolte/i, individuati grazie alle associazioni che hanno partecipato alla co-progettazione: avere momenti di svago, fare esperienze diverse da quelle scolastiche, riuscire a riconoscere e gestire le proprie emozioni e comunicare in maniera efficace con gli altri
- conoscere le varie forme di comunicazione tra gli animali
- lavorare sul parallelismo comunicazione tra animali / tra persone
- imparare a decifrare le emozioni e ragionare sull’istintività
- valorizzare le diversità: comprendere che ogni specie ha modi diversi di esprimersi
- ragionare sul fatto che le persone non agiscono solo d’istinto e che quindi nell’esprimere alcune emozioni devono fare i conti anche con il fatto di vivere in una società con delle regole di buon senso.
Da quando, per quanto
La prima sperimentazione del percorso (che si articola in un lavoro propedeutico presso le due associazioni partner e in due incontri al MUSE, da svolgersi nell’arco di un mese circa) si è svolta durante luglio 2025. L’intento del museo è di replicare il percorso con altri gruppi di bambine e bambini in condizioni di povertà socioeducativa, afferenti alle associazioni che hanno preso parte al percorso formativo e/o ad altre realtà che in futuro aderiranno al programma “Culture & Care”.
La formazione
Da gennaio a marzo 2025 le operatrici e gli operatori del MUSE e di un gruppo di associazioni che aderiscono al programma “Culture & Care” hanno preso parte a un percorso formativo e di progettazione i cui obiettivi sono stati:
- offrire alcune linee guida verso un modello di educazione al patrimonio in chiave interculturale come pratica trasformativa
- introdurre le persone partecipanti alle pratiche di educazione al patrimonio in chiave interculturale che si sono andate sviluppando nei musei italiani negli ultimi vent’anni, con particolare attenzione ai progetti innovativi che, in collaborazione con Istituti scolastici, CPIA e/o altri attori attivi sul territorio, hanno puntato sul patrimonio come risorsa feconda per l’educazione alla cittadinanza
- promuovere il valore del partenariato tra il museo e le realtà locali attive nell’ambito della povertà socioeducativa, in una logica di condivisione e progettazione partecipata
- acquisire ed esercitare competenze per progettare in autonomia percorsi e attività di educazione alla cittadinanza plurale attraverso il patrimonio.
La prima fase del percorso formativo è stata dedicata all’inquadramento teorico e metodologico (cosa significa educare alla cittadinanza plurale attraverso il patrimonio, e come si fa?), nonché alla presentazione in chiave riflessiva di alcuni casi di studio particolarmente significativi.
Sulla base delle esperienze pregresse di cui le persone partecipanti erano portatrici, e alla luce delle conoscenze apprese nella prima fase della formazione, è stato avviato un project work che ha avuto quale esito la messa a punto di un impianto progettuale articolato in alcune voci fondamentali. Oltre a “In viaggio tra le emozioni” sono stati messi a punto altri due percorsi, anch’essi sperimentati durante il 2025: “I care” (ragazze e ragazzi 11/16 anni) e “Io e la notte” (ragazze e ragazzi 14/19 anni).
Come si articola – le fasi di lavoro
- Individuazione della bibliografia sulle emozioni da proporre presso le due associazioni partner:
- Rachel Bright, Il Bronciosauro, Feltrinelli (RABBIA)
- Mireille D’Allancé, Che rabbia!, Babalibri (RABBIA)
- Deborah Marcero, Il Barattolo di emozioni, Terre di Mezzo (EMOZIONI VARIE)
- Hélène Druvert, Così come sono, Franco Cosimo Panini (STEREOTIPI DI GENERE)
- Sara Agostini (Autore) e Marta Tonin (Illustratore), Le sei storie delle emozioni, Gribaudo (EMOZIONI VARIE)
- Rosalba Corallo, 11 favole di felicità. Imparare a pensare positivamente, Erickson (FELICITÀ).
- Presso le due associazioni partner – lettura della bibliografia selezionata sulle emozioni (lavoro propedeutico)
- Al MUSE – Laboratorio educativo “Ma come parli?” sulla comunicazione degli animali: bambine e bambini esplorano il parallelismo tra comunicazione tra gli animali e comunicazione tra le persone con la guida di un educatore/educatrice museale.
- Al MUSE – Realizzazione del dado delle emozioni presso il FabLab del museo (laboratorio di fabbricazione digitale): ogni bambina/o ha ricevuto delle nozioni di base di progettazione digitale per realizzare in 3D un dado; poi, su ogni faccia del dado, ha reso graficamente alcune emozioni che ha provato durante la settimana, ragionando sui sentimenti vissuti e rappresentandoli.
- Consegna del memory delle emozioni realizzato da MUSE, da utilizzare presso le due associazioni: gioco di carte che consiste nell’abbinare l’immagine di un animale fotografato mentre esprime un’emozione o un messaggio attraverso un determinato comportamento.
- Presso le due associazioni – Lavoro sulle emozioni in autonomia, grazie al materiale consegnato dal museo (dado e memory).
- Al MUSE – Laboratorio educativo “Le cose schifose” sugli escrementi degli animali come momento conclusivo.
- Valutazione finale.
Gli ambiti – le aree disciplinari
Zoologia – comunicazione tra gli animali.
Educazione emotiva – Riconoscere, nominare e gestire le proprie emozioni, riconoscere quelle altrui, sviluppare empatia e rispetto.
Educazione sociale – Rispetto di tutte le vite e convivenza con gli animali.
Le strategie e gli strumenti
Strategie:
- apprendimento esperienziale e laboratoriale, che valorizza il fare, l’esplorazione diretta e la partecipazione attiva di bambine e bambini in contesti formali e informali (associazioni e museo)
- approccio espressivo e riflessivo, basato sull’ascolto e sulla rappresentazione delle proprie emozioni
- utilizzo del parallelismo uomo/animale, come chiave educativa per facilitare il riconoscimento, la comprensione e la verbalizzazione delle emozioni, favorendo empatia, rispetto delle diversità e riflessione sui comportamenti
- continuità educativa tra museo e territorio, garantita da un lavoro propedeutico e di rielaborazione autonoma svolto presso le associazioni partner.
Strumenti:
- bibliografia tematica sulle emozioni, selezionata e utilizzata presso le associazioni partner come attività propedeutica (albi illustrati e testi narrativi)
- attività di laboratorio
- strumenti di fabbricazione digitale (presso il FabLab del museo) per la progettazione e la realizzazione in 3D del dado delle emozioni, utilizzato come supporto espressivo e riflessivo
- materiali ludico-educativi progettati dal museo (memory delle emozioni)
- materiali per il lavoro autonomo, consegnati alle associazioni (dado e memory) per garantire la prosecuzione delle attività sulle emozioni anche al di fuori del museo.
La produzione
I dadi delle emozioni in 3D creati da bambine e bambini nel FabLab del MUSE.
La documentazione
Fotografie scattate durante la visita e le attività laboratoriali.
Altre risorse consultabili
Pagina del sito del MUSE dedicata ai tre progetti esito del percorso formativo.
La verifica e la valutazione
Incontro di debriefing fra i partner di progetto.
Le risorse finanziarie
Fondi MUSE.
I punti di forza
- Il collegamento tra emozioni e mondo animale ha permesso a bambine e bambini di avvicinarsi a temi emotivi in modo mediato, riducendo il rischio di esposizione o disagio. La maggiore conoscenza dei comportamenti degli animali promuove un apprendimento che passa dall’osservazione e dall’identificazione, modalità particolarmente efficaci con bambine/i che vivono situazioni di vulnerabilità.
- La partecipazione al laboratorio ha permesso a bambine e bambini di vivere il museo come uno spazio educativo accogliente e significativo. L’esperienza ha ampliato l’orizzonte culturale delle/i partecipanti, contrastando l’isolamento tipico di alcuni contesti di marginalità.
- L’utilizzo effettivo di strumenti come il memory e il dado rappresenta un punto di forza importante: materiali semplici, ludici e replicabili permettono a bambine e bambini di rielaborare le emozioni in modo non verbale e inclusivo, superando eventuali difficoltà linguistiche, cognitive o relazionali.
- La co-progettazione tra le/i referenti del MUSE e delle due associazioni ha rappresentato un elemento strategico per l’analisi condivisa dei bisogni e delle aspettative dei destinatari, contribuendo alla costruzione di una proposta inclusiva, accessibile e coerente sia con le risorse sia con le fragilità delle bambine e dei bambini coinvolte/i.
Le criticità emerse
Nel corso del progetto non è stato possibile rilevare in modo sistematico eventuali cambiamenti nei comportamenti dei destinatari, ad esempio in relazione al rispetto verso gli animali. Tale limite rende complessa la valutazione del grado di interiorizzazione dei contenuti proposti, soprattutto considerando che bambine e bambini possono necessitare di tempi più lunghi per rielaborare l’esperienza e tradurla in comportamenti osservabili.
Recapito dell’ente promotore
MUSE – Museo delle Scienze
corso del Lavoro e della Scienza, 3 – 38122 Trento
https://www.muse.it/
Referente del progetto
Alessandro Zen – MUSE
Funzionario coordinatore/sperimentatore in ambito formativo
alessandro.zen@muse.it
Data di pubblicazione della scheda di progetto: febbraio 2026
